Eco di Bergamo

























«Mi piacerebbe che un domani, all’ingresso di ogni città, ci fosse il cartello: Qui i cittadini sono protetti». Salvaguardare le comunità è lo scopo primo e ultimo di Fulvio Venturi e dell’associazione Lions Alert Team Onlus di cui è presidente. Nel corso della mattinata di studio sul tema «Contribuire a migliorare la resilienza delle nostre comunità», in Sala Viterbi, a cura dei Lions in collaborazione con la Protezione civile e con il patrocinio della Provincia, Venturi ha ripercorso una storia che affonda le radici nel terremoto de L’Aquila: «Non potevamo intervenire perché non inseriti nella Protezione civile, da lì l’idea di raggruppare i 45mila soci d’Italia in una struttura Alert Onlus che nel 2014 venne iscritta nell’elenco di Regione Lombardia come soggetto di rilevanza per il sistema della Protezione civile regionale».
Un team di intervento ma anche e soprattutto di diffusione della cultura della sicurezza e della Protezione civile, con servizi idonei ad assicurare funzioni di previsione e prevenzione, assistenza e sostegno, mediante figure professionali in campo tecnico, sanitario e legale. Un lavoro svolto supportando la Protezione civile e attivando progetti di divulgazione nell’ambito scolastico: «Ora vorremmo dare il via a una raccolta firme perché la polizza assicurativa contro i fenomeni atmosferici e i rischi naturali sia obbligatoria in Italia», ha aggiunto Venturi. Ad assumere un ruolo centrale nel lavoro di sicurezza e prevenzione, la presa di coscienza dei rischi territoriali e la resilienza, la capacità di saper reagire a un evento calamitoso con il minor danno possibile. Al tema della resilienza e alla capacità di reazione di una comunità si sono collegati il vicesindaco di Bergamo, Sergio Gandi, e il vicepresidente della Provincia (nonché sindaco di Treviolo) Pasquale Gandolfi.
Resilienza che in Bergamasca è un tema condiviso perché il territorio è particolarmente fragile. I dati in termini di rischio sicurezza sono allarmanti: in alcuni paesi, si registra l’80% di suolo consumato in aree a rischio elevato, con più del 12% della Bergamasca classificata come area pericolosa per le frane e l’84% dei comuni che ha aree a rischio; 36 i comuni coinvolti con 32.550 abitanti che vivono in situazioni a rischio idrogeologico. Nelle zona «da allerta» della Bergamasca ci sono 4.162 case, 822 aziende e 275 beni culturali. Tutto ciò senza considerare altri rischi come quelli industriale, aeroportuale, incendi boschivi e valanghe. «Fondamentale quindi il contributo del Lions Alert Team», ha dichiarato in apertura di convegno il presidente del Consiglio dei governatori Lions Alberto Soci, «un mese fa abbiamo siglato il protocollo d’intesa con la Protezione civile, ora siamo pronti a operare in tutti i territori con i nostri volontari».

Gli interventi dei relatori
L’impegno dei Lions su questo fronte ha portato al tavolo importanti relatori legati al mondo della Protezione civile. Claudia Zuliani (Regione Lombardia) ha illustrato le modalità di preparazione e di comunicazione dei piani comunali di Protezione civile sottolineando come in Bergamasca, su 242 Comuni, 237 hanno presentato un piano, ma di questi 180 li hanno appro- vati in Consiglio comunale, 4 in Giunta e 53 sono senza approvazione. «E il problema – ha sottolineato – è che non tutti spediscono il piano strutturato nello stesso modo. Alcuni aggiungono studi che non vanno inseriti». Ora la Regione sta cercando di mettere ordine con una gestione online dei piani in base ai rischi. È stata avviata una sperimentazione che per la Bergamasca coinvolge Isola di Fondra con il supporto della Comunità montana Valle Bremabana sul fronte valanghe. Sul tema dei piani comunali di Protezione civile è intervenuto anche il comandante dei vigili del fuoco di Bergamo Calogero Turturici: «Se le amministrazione comunali ce lo chiederanno, saremo ben lieti di collaborare alla stesura dei piani di rischio».
La viceprefetto Paola Cavalcanti ha inquadrato il tema della Protezione civile nell’ambito legislativo e ha illustrato il ruolo di regìa della Prefettura in situazioni di calamità sul territorio, un ruolo fondamentale per far dialogare tutti i professionisti e i volontari in campo per essere tempestivi e prendere decisioni ponderate e condivise.
Sul tema della prevenzione territoriale si è soffermata Simona Caragliano del Comune di Bergamo.: «Lo studio del territorio è importante perché fa emergere i rischi e le possibilità di studiare misure preventive per evitare i danni. Non sola la cittadinanza può essere resiliente, ma anche il territorio se curato nel modo più corretto». Il geologo Renato Righetti della Provincia di Bergamo ha invece relazionato su tutti i comportamenti necessari da attuare in caso di calamità. La dottoressa Daniela Baldelli di Areu Bergamo ha spiegato come intervengono i soccorritori nelle situazioni più critiche dove si registrano feriti. Oscar Bianchi (presidente Centro di servizio per il volontariato) ha delineato il lavoro prezioso dei volontari: «Serve professionalità e un ricambio generazionale. Non è più tempo di improvvisazioni». Ma se oggi a Bergamo esistono quasi 5.000 «angeli del soccorso» è merito di Giuseppe Zamberletti, l’onorevole papà della Protezione civile che verrà ricordato da Lorenzo Alessandrini nel libro «La luna sulle ali». Ieri Alessandrini ha raccontato con passione l’affascinante figura di Zamberletti: «Aveva capito che la Protezione civile doveva preesistere alla calamità con opere di prevenzione, non doveva essere centralizzata a Roma ma parcellizzata nei Comuni e doveva valorizzare il volontariato. Grazie a lui, oggi abbiamo una Protezione civile fiore all’occhiello dell’Italia».

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