Esercitazione CVV Idroscalo di Milano
Premesse
Il
17 Marzo 2018 ha avuto luogo presso l’Idroscalo di Milano esercitazioni da
parte del CCV-MI (Comitato di Coordinamento delle Organizzazioni di
Volontariato di Protezione civile della Città metropolitana di Milano).
Le
esercitazioni, iniziate alle ore 08,00 sono terminate alle ore 21,00 circa.
Obiettivi dell’esercitazioni sono
state:
- testare le capacità operative delle OO.VV. della Città metropolitana di Milano;
- testare le specializzazioni acquisite mediante i corsi organizzati e certificati;
- testare le tempistiche di reperibilità in base a quanto dichiarato nella raccolta informazioni delle OO.VV.;
- verificare l’impiego dei materiali associativi
oltre
ad altre funzioni come nel documento dell’organizzazione CCV-MI.
Esercitazione
molto complessa per l’organizzazione, per la vastità dell’area e la
poliedricità dell’intervento, per le varie specializzazioni presenti, per la
valutazione dei possibili rischi presenti.
Era
ovviamente presente anche un servizio di pronto intervento sanitario.
L’evento
è stato suddiviso in tre aree:
una prima area denominata India nei pressi dell’ex Caffè Solaire
a Sud dell’Idroscalo.
In
quest’area è stato attivato un cantiere idrogeologico simulando prosciugamento
di aree soggette ad allagamento.
L’operazione
è consistita nel prelievo e trasporto di acqua dalla riva dell’Idroscalo nei
pressi dell’ex Cafè per sino ad un’area retrostante con un percorso di circa
ml. 400 e successiva reimmissione dell’acqua prelevata nuovamente nell’alveo
dell’Idroscalo.
Attrezzatura
utilizzata:
- motopompe/elettropompe con gruppo elettrogeno,
- manichette in canapa gommata con attacchi a baionetta,
- vasche componibile con struttura metallica e telo,
- idonee per ambiente AIB (attrezzatura Incendi Boschivi) e cisternette IBC in PVC con funzione d'accumulo e rilancio,
- impianti trasportabili di illuminazione elettrica artificiale.
I
volontari erano dotati dei previsti DPI personali idonei per le varie funzioni
e della attrezzatura necessaria costituiti da tuta completa, guanti, scarpe S3,
caschetto, ecc…
Per
quest’operazioni è stata necessaria la presenza di sommozzatori, oltre ai
volontari specializzati nel rischio idrogeologico.
una seconda area denominata Tango 1 nell’area a Nord Est
dell’Idroscalo.
In
quest’area con laghetto denominato Lago delle Vergini da anni abbandonato la
vegetazione è cresciuta in modo naturale senza coltivazione del bosco.
Di conseguenza
molti alberi, in prossimità delle rive, sono caduti in acqua, mentre altri, per
la eccessiva vicinanza o per competizione tra le varie specie, sono morti e si
sono essicati.
Compito
delle squadre è stato quello del taglio degli alberi essiccati, della deramatura,
della sezionatura e dell’accatastamento in zone prefissate e successiva
pulitura del terreno da sfridi, ramaglie e fogliame.
Inoltre
per gli alberi caduti in acqua la deramatura e taglio ove possibile,
l’imbracatura e successivo lievo.
Attrezzatura
utilizzata:
- argano manuale e funi (tirfor)
- corde per imbracatura materiale
- motoseghe da taglio e da deramatura
- asce e cunei
- materiali di scorta
- rastrelli
- impianti trasportabili di illuminazione elettrica artificiale.
I
volontari erano dotati dei previsti DPI personali idonei per le varie funzioni
e della attrezzatura necessaria costituiti da imbracatura, corde sicurezza,
discensore, bloccanti, tuta completa, guanti, scarpe a gambaletto S3, caschetto
con maschera facciale, ecc…
una terza area denominata Tango 2 nell’area a Sud Ovest
dell’Idroscalo.
In
quest’area in riva all’Idroscalo vi è
presenza alberi abbattuti dalle intemperie o dall’incuria dell’uomo. Medesimo
intervento come alla precedente seconda area.
Ogni
OO.VV. era dotata di cassetta di pronto soccorso, di telefono palmare, di
estintore, di nastro bicolore per la delimitazione dell’area di lavoro, di
idonei mezzi per il trasporto del personale e materiali.
Ovviamente
a monte dell’intervento vi è la catena di Comando, la sicurezza delle OO.VV.,
la sicurezza sanitaria, la sicurezza perimetrale dell’area dell’intervento.
Alle
numerose OO.VV. che intervenivano ad orari programmati, sono state rilasciate,
all’arrivo in Sala Operativa, la “relazione di intervento” con la contestuale
consegna della “scheda squadra di intervento”.
Finalità delle verifiche
Il
CCV-MI ha richiesto la presenza di una delegazione dell’Ass. Lions Alert Team
Onlus costituita da professionisti in settori prevalentemente
tecnico/medico/legale e dal R.O.E. e di una delegazione del R.O.E. dei
“Cavalieri Italiani del Sovrano militare Ordine di Malta”.
Finalità
demandate sono state la verifica del rispetto delle norme prevenzionistiche
durante lo svolgimento delle operazioni da
parte delle OO.VV. nelle varie aree ed eventuali suggerimenti migliorativi.
Svolgimento delle verifiche
Alle
ore 10,00 del 17 Marzo 2018 si sono presentati 4 Volontari dell’Ass. L.A.T
accompagnati dal Presidente dell’Associazione presso la Sala Operativa nella
zona Sud dell’Idroscalo.
Espletate
le formalità di rilascio delle generalità degli intervenuti e verificate la
dotazione dei previsti minimi DPI sono stati accompagnati nelle tre aree di
intervento ove sono stati verbalmente illustrati le operazioni che le OO.VV.
stavano già svolgendo segnalando per altro al ROC ed ai responsabili delle
medesime, la presenza di “osservatori” durante le varie operazioni.
Alle
ore 10,45 sono iniziate le visite alle varie aree mantenendosi sempre in dovuta
area di rispetto dallo svolgimento delle operazioni.
Dopo
l’interruzione del pranzo, sono ripresi i vari accessi, concludendo le
ispezioni alle ore 16,30 con la segnalazione alla Sala Operativa dell’ultimazione
e dell’uscita dall’area di intervento.
Esito dei sopralluoghi
Le
squadre presenti disponevano mediamente di un buon livello di attrezzatura e di
materiali di scorta ed i loro componenti erano forniti di tutti i DPI
necessari.
Il
personale era attento e rispettoso degli ordini del proprio capo squadra che si
è sempre dimostrato all’altezza della situazione.
Sono
state rilevate le seguenti carenze:
Eccessiva confidenza nell’uso delle
attrezzature:
- motoseghe accese appoggiate a terra su terreni fortemente scoscesi di natura argillosa con fondo coperto da vegetazione ed operatore nelle immediate vicinanze dell’attrezzatura;
- utilizzo di motoseghe per deramatura con direzione di taglio impropria;
Utilizzo di attrezzature improprie
- eccessivo utilizzo di motoseghe per operazioni (soprattutto deramatura) a discapito di altre attrezzatura forse più opportune quali accette, manaressi, roncole, ecc… di uso magari più contadino ma senz’altro più efficace e meno invasivo per l’ambiente (volontario esposto ad eccessiva rumorosità e ad inalazioni di S.O.V. ed ossidi di zolfo).
- anche nella pulizia del terreno si è assistito all’utilizzo di rastrelli rigidi larghi, più adatti per fienagione rispetto alle più adatte forche con rebbi in ferro o rastrelli con attacco conico regolabili
Utilizzo D.P.I.
- in alcuni momenti, forse per lo svolgimento di particolari operazioni, il volontario era temporaneamente privo di elmetto e di guanti;
Sviluppo del lavoro nel cantiere taglio
Mentre
nel taglio di alberi ”in piedi” venivano preventivamente valutate le vie di
fuga e le aree di sicurezza, nei lavori di taglio di tronchi già abbattuti su
terreni scoscesi (in riva ai laghi) si sono rilevate parecchie criticità quali:
- mancanza di preventiva pulizia dell’area di lavoro con conseguente messa in pericolo del volontario a causa della carenza della via di fuga
- operazioni effettuate su tronchi a valle di altri tronchi a monte già abbattuti ma che potevano scendere od operazioni sotto tronchi ancora in piedi ma in possibile condizione di cadere;
- scarso criterio di sicurezza nell’utilizzo di funi di acciaio od in sintetico in trazione per lievo di tronchi in vicinanza del volontario.
- Una criticità ininfluente sotto l’aspetto della sicurezza, ma soltanto per l’organizzazione, è stata la diversa pezzatura dei tagli dei tronchi, che ne ha reso meno ordinato l’accatastamento.
Dato
che l’asportazione di alberi crollati è una costante nel rischio idrogeologico,
si ritiene necessario effettuare nuovamente un’esercitazione specifica per
taglio, sezionatura, deramatura, asporto e pulizia dell’area.
Sviluppo del lavoro nel cantiere
idrogeologico
Relativamente
al cantiere idrogeologico si è riscontrato che diverse OO.VV disponevano di
tubazioni di diversi diametri e di raccordi di differenti attacchi, rendendo
impossibile la connessione per realizzare la catenaria per il trasferimento
dell’acqua.
Si
suggerisce una preventiva verifica della dotazione delle varie OO.VV. con
riferimento alle norme UNI VVF per dotazione antincendio fisso ad acqua.
Definizione
dei cantieri di lavoro
Si
raccomanda inoltre una migliore informazione sulla localizzazione dei vari siti
di esercitazione.
Le
squadre hanno ricevuto una mappa in Sala Operativa ma alcune non hanno trovato
cartelli indicatori con il risultato che, almeno in un caso, una squadra
diretta al Laghetto delle Vergini è entrata dal cancello sud, avendolo visto
aperto e segnalato da un cartello anziché entrare dal cancello Nord.
Ulteriori possibili controlli
Un
ulteriore passo verso la miglior tempistica e celerità nell’intervento può
essere rappresentato dall’utilizzo di Droni radiocomandati per la preventiva
valutazione dell’area di intervento, localizzazione, pericoli insiti,
assistenza alle OO.VV. nel raggiungimento dell’area.
Reperimento materiali ed individuazione
squadre
Il
possibile utilizzo di sistemi di navigazione GPS (Global positioning system)
aiuta il ROC per la georeferenziazione delle OO.VV. o può aiutare i capo
squadra nel ricercare/ritrovare attrezzatura o propri volontari.
Conclusioni
A
causa del ridotto tempo a disposizione e della distanza fra le diverse sedi
dell’esercitazione, la nostra relazione può fornire indicazioni generali: se
necessario in futuro, con una diversa preparazione preventiva, si potrà
progettare un diverso sistema di controllo e di analisi dello svolgimento
dell’esercitazione, eventualmente passando dalla figura di “osservatore” a
quella di “ispettore”.
Si
resta a disposizione per …….
